Profilo letterario: Virginia Woolf

Chi non conosce la sua faccia? Il placido profilo, il morbido chignon, il sopracciglio alzato e quell’aria un po’ scanzonata incorniciata dall’eccentrico pellicciotto: è Virginia, la Virginia – la nuova scoperta della letteratura (il sesso femminile) e la regina Elisabetta I½.

Alzi la mano chi ha letto un libro scritto da Virginia Woolf – e le ore passate a cercare di superare un paragrafo per conto di una ignobile professoressa di inglese non contano.

Se dobbiamo cominciare a parlare di Virginia a partire dalla sua scrittura, facciamolo male: ostica, intricata, periodi lunghi, nessuna trama, elettroencefalogramma piatto. Eppure piace: la conoscono, la citano e stampano la sua faccia su tazze e magliette. Si tratta forse di un destino alla Che Guevara, che ha scritto dei bei diari, era un medico, sparava ai nemici, fumava il sigaro e ha dichiarato alle Nazioni Unite che lo stato cubano avrebbe fucilato chi riteneva di fucilare – eppure alle marce la sua faccia è sovrapposta alla bandiera della pace.

Chiariamo: amo Ernesto Che Guevara e Virginia Woolf. Ho letto i Diari di Cuba e Gita al Faro. Visto, che il motivo inconscio di questo accoppiamento sarebbe materia per uno psicanalista, tralasciamo Che Guevara e sintonizziamoci sulla nostra Adelina (il primo nome di Virginia Woolf).

Nicole Kidman interpreta Virginia Woolf nel film "Le ore"

Nicole Kidman interpreta Virginia Woolf nel film “Le ore”

Ammettiamo di conoscere Virginia più per quello che è stato costruito su di lei, piuttosto che per quello che lei ha ha vissuto. Si tratta di una rappresentazione parziale che ha superato la prova del tempo, il cui movente non sminuisce l’importanza della persona. E’ stato ciò che ha affermato e come lo ha fatto: i contenuti si sono smaterializzati, la donna si è cristallizzata e gli argomenti di discussione (importanti) che lei ha contribuito a risaltare sono adesso centrali nel nostro quotidiano confronto con le consuetudini.

Nasce da una famiglia benestante, intellettuale in seno alla quale sviluppa intelletto, ansia e una fisiologia spiantata. Vive una giovinezza moderna, in un appartamento di Londra dove vivono ragazze e ragazzi, che scrivono lettere e parlano di tabù come se si trattasse della ricetta del pudding (siamo ai primi del ‘900!).

E’ un’aggregatrice, carismatica e fragile. Unisce le persone con le idee e ne è profondamente sconvolta (dalle persone, dalle idee e da tutto ciò che è contaminato da esse – come la città di Londra).

Malata incostante, scrive di donne che vivono una vita piena e vuota di senso, nella quale si affaccia la trasgressione del sesso, dell’inerzia, del suicidio: figure felici ma non allegre, bambole nelle casette il cui pensiero si snoda in quello che verrà battezzato “flusso di coscienza”. Questo stile segnerà tutta la letteratura del novecento.

Il tema – quello del “che ce stanno a fa’ le femmine?” – si manifesta come un miracolo nelle pagine di Virginia. Anziché un canto del cigno, è il canto del risveglio ed assume tratti assolutamente profetici:

Fra cento anni, d’altronde, pensavo giunta sulla soglia di casa, le donne non saranno più il sesso protetto. Logicamente condivideranno tutte le attività e tutti gli sforzi che una volta erano stati loro negati. La balia scaricherà il carbone. La fruttivendola guiderà la macchina. Ogni presupposto basato sui fatti osservati quando le donne erano il sesso protetto sarà scomparso; ad esempio (in strada stava passando un plotone di soldati) l’idea che le donne, i preti e i giardinieri vivano più a lungo. Togliete questa protezione, esponete le donne agli stessi sforzi e alle stesse attività, lasciatele diventare soldati, marinari, camionisti e scaricatori di porto, e vi accorgerete che le donne muoiono assai più giovani e assai più presto degli uomini; cosicché si dirà: “Oggi ho visto una donna”, come si diceva “Oggi ho visto un aereo”. Può accadere qualunque cosa quando la femminilità cesserà di essere un’occupazione protetta, pensavo, aprendo la porta. – Da “Una stanza tutta per sé”

Fermiamoci qui, a quando il tic-tac di Virginia si è fermato e lei ha toccato il fondo dello stagno.

virginia

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