“Inkheart” – “Cuore d’inchiostro” #recensione

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By Elen

Specifiche tecniche

Titolo della saga: Cuore d’Inchiostro

Autore: Cornelia Funke

Numero di Libri: 3

  • Cuore d’Inchiostro (Tintenherz)
  • Velendo d’inchiostro (Tintenblut)
  • Alba d’inchiostro (Tintentod)

Lingua originale: tedesco

Anni di pubblicazione tedeschi: 2003- 2007

Anni di pubblicazione italiana:2005- 2008

Casa editrice italiana: Mondadori

Formato: ebook disponibile; singoli disponibili; malloppone economico disponibile

Colori delle copertine: malloppone ocra sfumato con nero e grigio

Copertina: Inerente alla storia e con colori giusti a descriverla.

Sono presenti illustrazioni dell’autrice.

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Mi sono accostata alla saga dopo aver visto il film, mi era piaciuto, l’autrice ha fatto esattamente quello che ogni lettore sogna fin dalla prima volta che si innamora di un personaggio: gli ha dato vita… e che vita! E quando trovi il malloppone in sconto beh… come si fa a non comprarlo? Ma andiamo con ordine.newproject

Cuore d’Inchiostro.

È notte fonda e piove a dirotto quando all’improvviso davanti alla porta di Meggie e di suo padre Mortimer si presenta uno sconosciuto. Meggie, appassionata di libri e appena dodicenne, viene subito spedita nella sua camera mentre il padre parla con il nuovo arrivato: Dita di polvere.

La ragazzina, che è anche una delle protagoniste della saga, non ne vuole sapere di seguire i dettami paterni e si mette ad origliare. Capta poche parole e molto enigmatiche e il padre, quando il visitatore se ne va, la riaccompagna a dormire. La desta però all’alba, chiedendole di fare le valigie per accompagnarlo in uno dei suoi viaggi: Mortimer, Mo come lo chiama sua figlia, è un rilegatore e ha deciso di andare in Italia a sistemare i libri della zia della madre di Meggie, scomparsa circa nove anni prima e di cui la ragazzina non sa che quelle cose che le racconta il padre.

Con i due parte anche Dita di Polvere, il quale comincia ad accennare a Meggie qualche segreto del padre: c’è un certo Capricorno che, insieme alla sua banda di sgherri incendiari, vuole catturare Mo. Il loro quartier generale sembra essere momentaneamente in nord Europa, motivo per cui loro stanno viaggiando verso sud.

Il viaggio si rileva tranquillo un po’ meno lo è l’arrivo nella tenuta della zia Elinor, una donna scontrosa che per tutta la vita ha avuto un solo ed unico amore: i libri rari. Ne colleziona a migliaia e ne ha la casa piena, ma non permette a nessuno di toccarli e impone rigidissime regole alla nipote, a cui si accosta come se fosse una marmocchia pronta a strappare tutte le pagine dei sui tesori. Non potrebbe sbagliarsi di più: Meggie ama i libri, sono per lei una via di fuga, il suo modo per conoscere il mondo, è stato suo padre a insegnarle a leggere ma mai in dodici anni ha letto qualcosa a voce alta. Il motivo tormenta la ragazzina.

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Dita di polvere si rivela essere un Mangiafuoco e allestisce uno spettacolo per Meggie ed Elinor, che rimangono incantate dalla maestria con la quale danza con le fiamme, tuttavia durante lo spettacolo si scatena in casa una gran confusione. Gli sgherri di Capricorno, fra cui spicca Basta, sono venuti a prendere Mo e il libro che egli custodisce gelosamente e che ha portato apposta a casa di Elinor poiché la dimora è dotata di sofisticati antifurto (tanto è il terrore che prova la donna verso chiunque si avvicini ai suoi inestimabili tesori). Riescono a rapire il rilegatore che loro chiamano Lingua di Fata, e con lui ottengono il libro “Cuore d’inchiostro”.

Meggie è distrutta dalla scomparsa del padre a cui segue quella di Dita di Polvere. Con la zia chiamano la polizia ma non sanno cosa altro fare fino a che la ragazzina non scopre che la zia ha sostituito il libro con un altro. Non appena torna Dita di Polvere la decisione è presa: andranno da Capricorno a consegnare il vero “Cuore d’Inchiostro”, e liberare in questo modo Mortimer.

Non sanno tuttavia che a Capricorno non interessa solo il libro, ma anche il rilegatore! E per ottenere tutti i suoi scopi, promette a Dita di Polvere la sola cosa con cui avrebbe mai potuto far leva sui suoi sentimenti: riportarlo a casa.

Mo’ non accenna a voler leggere una singola parola delle pagine ma quando Capricorno rapisce la figlia ed Elinor la musica cambia. Mo’ è costretto a raccontare alle due la verità: fin da piccolo ha avuto la capacità di far uscire dai libri personaggi, oggetti e animali. Ma il prezzo da pagare per l’apparizione di qualcuno è la scomparsa di qualcosa a lui vicino. Nove anni fa, mentre leggeva con la moglie e la figlia piccola “Cuore d’Inchiostro”, sono comparsi Capricorno, Basta e Dita di Polvere, ma è scomparsa Resa, sua moglie, insieme ai due loro gatti. Da allora egli ha provato a riportarle indietro a ogni costo senza mai riuscire e ha giurato a se stesso che mai più avrebbe letto qualcosa a voce alta.

Meggie è scioccata dalla verità, ma ama il padre alla follia (e scopriremo presto che, a mio parere, soffre di un non proprio celato complesso di Edipo, tanto è la gelosia che prova verso il padre). Quando per la prima volta egli legge ad alta voce per accontentare Capricorno, nella speranza che li lasci andare, egli fa apparire una enorme quantità di denaro dalle “Mille e una notte” e un ragazzo, Farid. Meggie si innamora perdutamente della capacità del padre di far prendere vita alle parole. Quando legge, la sua voce è come una melodia arcana e bellissima da cui non si riesce a staccarsi e così, come tutte le ragazzine della sua età, vorrebbe essere in grado di fare altrettanto, e chi, dico io, non vorrebbe con la sua voce poter far apparire i personaggi che tanto ama?

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Mo’ non è però la sola Lingua di Fata, Capricorno ne ha un’altra, un uomo di nome Dario che tuttavia quando fa comparire le persone, essendo terribilmente spaventato da Capricorno, finisce con il mutilarle in qualche maniera: uno sgherro zoppica, a uno manca il naso, una delle serve ha perso la voce etc. Quindi Capricorno non vuole mollare la presa su Mo’ e soprattutto, poiché si trova troppo bene nel mondo moderno, decide di bruciare ogni copia esistente del libro, con grande orrore di Dita di Polvere che vede bruciare letteralmente ogni possibilità di tornare a casa.

Questo è l’inzio delle avventure di Meggie, Mo’, Dita di Polvere, Elinor, Dario, Farid, Resa e Fenoglio (l’autore di “Cuore d’Inchiostro”), coprotagonisti in un romanzo che si svolge dapprima in un paesino sperduto della Liguria e che vede come antagonista il terribile e senza cuore Capricorno, il suo braccio destro Basta, e la madre di Capricorno la Gazza.

Non posso certo raccontarvi tutto, altrimenti sarei giustamente accusata di spoiler, ma il primo libro della saga si conclude lasciando aperte troppe domande e il secondo e il terzo volume hanno il compito di risolvere tutta la confusione lasciata.

Veleno d’inchiostro.

“Arriva un momento in cui un personaggio dice o fa qualcosa a cui tu non avevi pensato. In quell’istante prende vita e non resta altro che lasciargli fare” Graham Greene.

Non c’è citazione migliore per esemplificare quello che uno scrittore sa fin dalla prima volta che le sue dita cominciano a scorrere su un foglio bianco: un personaggio farà e dirà sempre quello che vuole e per quanto lui abbia deciso che la storia debba avere un certo ritmo, debba seguire certi binari, ci sarà sempre qualcuno che manderà all’aria i suoi piani.

Questo è quello che si trovano ad affrontare nel secondo e nel terzo capitolo della saga i nostri protagonisti. Dita di Polvere ha scovato un altro lettore, un certo Orfeo, che gli ha promesso di portarlo nel suo mondo, cosa che egli effettivamente fa ma non rispettando i termini dell’accordo del mangiafuoco: lascia indietro Farid e la martora Gwin. Tuttavia gli spedisce dietro Basta, scampato alla fine di Capricorno, il cui solo obiettivo è vendicarsi di Colui che danza con il fuoco.

Farid fa l’unica cosa logica: va da Meggie e da suo padre nella speranza che leggendo le parole che hanno fatto sparire il Mangiafuoco, possano mandare anche lui nel mondo di Cuore d’Inchiostro per stare con il maestro e avvertirlo del pericolo.

L’apprendista si rivolge alla bella Meggie, di cui è da sempre innamorato e la ragazza, innamorata del mondo creato da Fenoglio e desiderosa di vederlo con i suoi occhi, si appresta ad aiutare Farid e, con un breve biglietto di spiegazioni lasciato ai genitori e alla prozia, legge le parole di Orfeo che la catapultano nel mondo di Cuore d’Inchiostro.

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Ed ecco che qui la storia si divide su due piani: Meggie e Farid e tutti i personaggi del libro da un lato e dell’altro Mo’, Resa, Elinor e Dario. Una separazione che dura ben poco, dal momento che entrano in gioco Orfeo e la Gazza, la quale vuole vendetta per suo figlio ed è certa che, all’interno del romanzo, egli esista ancora.

Si fa riportare nel suo mondo insieme a Resa e Mo’ solo per scoprire che Capricorno è morto anche lì e che i giochi di potere sono cambiati in maniera notevole! La storia, rivela l’autore Fenoglio, ha preso una vita propria, ben diversa da quella che lui le aveva dato: ha creato personaggi e ne ha distrutti altri, riscrivendo completamente il finale. Fenoglio si trova a dover rimettere insieme i fili e cercare di non far collassare il tutto nel peggior happy ending che si sia mai visto.

A riprova di ciò, Mo’ viene quasi ucciso dalla Gazza e insieme a Resa viene salvata dal Popolo dei mille colori che scambia Mo’ per un noto brigante le cui ballate Fenoglio narra da quando è arrivato, ballate che hanno tratto ispirazione nella mente dello scrittore proprio dalla sua conoscenza nell’altro mondo con Mo’, d’altronde non c’è personaggio migliore di quello che ha, come base, qualcuno di vero e reale, sempre che questa persona non finisca dentro il libro stesso e rischi di rimetterci la pelle.

Meggie e Farid nel frattempo hanno raggiunto Dita di Polvere, che ha ritrovato più o meno la sua felicità domestica e Basta si è riunito alla Gazza e con lei ha cominciato a servire il nuovo cattivo della situazione: Testa di Serpente il quale, saputo della comparsa del suo odiato nemico Glandarius, il fuorilegge di cui scrive Fenoglio e che spesso è stato interpretato dagli uomini del popolo dei mille colori per cercare di migliorare lo stile di vita dei poveri (alla Robin Hood per intendersi) decide di catturarlo e ci riesce anche. Sarà Fenoglio, con le suppliche di Meggie, a scrivere le parole che la ragazza dovrà leggere e che sono destinate a salvare capra e cavoli, anche se, come sempre, avranno il loro contraccolpo da parte di una storia che ormai non vuole essere scritta ma ama scriversi da sola.

In tutto questo si inseriscono Elinor e Dario, rimasti nella villa della donna dove sono tenuti prigionieri da Orfeo che, geloso del potere di Meggie, che è stata in grado di trasportarsi dentro l’amato Cuore d’Inchiostro, le prova tutte per cercare di raggiungerli e nel frattempo tormenta Elinor e Dario. La donna invece si strugge di nostalgia e di preoccupazione per la nipotina e i suoi genitori: sono finiti i tempi in cui contavano solo i libri, adesso, per quanto piena di tesori, la casa sembra vuota e senza vita per Elinor che altro non sogna che raggiungere i suoi cari.

Alba d’Inchiostro.

In fin dei conti, è questo che si cerca in un libro: grandi sentimenti mai provati nella propria vita, dolore al quale, se diventa troppo straziante, si può porre fine semplicemente chiudendo un volume. Consunzione e morte avevano un sapore piacevolmente reale, se evocate con le giuste parole, e li si poteva centellinare a piacimento per poi relegarli fra le pagine, senza alcun pericolo.

 La situazione è degenerata così velocemente nel finale del secondo volume, da aver costretto Meggie, Farid e Fenoglio a una decisione quanto mai avventata: far arrivare Orfeo nella speranza che trovi le parole giuste per riportare in vita Colui che danza con il fuoco che si è sacrificato per Farid.

Il giovane apprendista, che ormai è bravo quanto il maestro, si tormenta all’idea di essere stato la causa della sua morte e Roxenne e Brianna non lo aiutano di certo. Entrambe lo accusano della morte di Dita di Polvere e il giovane si sottomette quindi ad Orfeo, promettendo di fargli da schiavo se lui riuscirà a riportare Dita di Polvere fra i vivi.

Nel frattempo Mo’, Resa e Meggie, in fuga da Testa di Serpente che ha cominciato a star male, dal momento che il libro rilegato da Mo’ ha cominciato a distruggersi, trovano rifugio in una casetta nel mezzo di una valle, circondati dal popolo dei mille colori all’ordine del Principe Nero e del suo formidabile Orso. Lingua di fata ha però cominciato a compiere seriamente le scorrerie che prima solo nelle ballate erano attribuite a Glandarius e poco a poco sta cominciando a diventare il brigante stesso, cosa che terrorizza Resa, preoccupata che il marito voglia restare per sempre in quel mondo e fare il brigante a vita, rischiando la pelle ogni giorno e che non possa veder crescere il figlio che porta in grembo.

La situazione politica del regno è disperata: con la morte di Cosimo e la nascita di un erede maschio, Testa di Serpente mette sul trono suo genero, prevaricando il diritto di sua figlia a regnare e portando Violante a decidere di fare un accordo con Glandarius stesso per sconfiggere il padre che tanto odia.

Orfeo nel frattempo crede di aver capito come liberare Dita di Polvere, è intenzionato a consegnare alla Morte Glandarius, che gli è sfuggito già una volta, in cambio del mangiafuoco. Lo scambio però non va come previsto e tutti pensano che sia Mo’ che Dita di Polvere siano morti e irraggiungibili. Il rilegatore però stringe un patto con la Morte: in cambio di testa di serpente che ha reso immortale e quindi intoccabile dall’eterno silenzio, lui e Colui che danza con il fuoco potranno tornare indietro, ma se non riuscirà nel suo intento, allora la Morte si riprenderà entrambi e anche Meggie.

Ovviamente Glandarius si mette subito all’opera per cercare di risolvere la situazione, ma Testa di Serpente fa rinchiudere tutti i bambini di ombra nel castello e, tramite suo genero e i suoi sgherri, fa sapere che se Glandarius non si consegnerà, i bambini moriranno. Mo’ si consegna e decide di accettare l’offerta di Violante per sconfiggere il di lei padre, in questo viene seguito come un ombra da Dita di Polvere mentre Orfeo si allea con la Gazza per cercare di uccidere Mo’ e vendicarsi di Dita di Polvere.

Riusciranno i nostri eroi a dare un lieto fine ad una storia che non solo si scrive da sola, ma che si scrive quasi sempre nel modo sbagliato?

“Cuore d’inchiostro” sembra essere un romanzo intenzionato a non far spazio alla luce, ogni volta che accade qualcosa di buono e che gli eroi sono, per così dire, sulla buona strada, ecco che qualcosa e spesso più di una cosa, sorge dal nulla per abbatterli e scoraggiarli. Lo scrittore stesso del romanzo, un personaggio vanaglorioso e pieno di sé, non sa più come trattare la sua storia e come sistemarla, insomma it’s a mess.

La scrittrice è riuscita a creare un mondo fosco, dove i cattivi sono in maggioranza e spesso meglio caratterizzati dei buoni. Sono loro a plasmare la storia e gli eroi non possono far altro che cercare di sistemarla. Un romanzo a tinte fosche dove la protagonista, che si suppone sia Meggie, è una ragazzina che sembra pensare solo a sé stessa e a suo padre più che “a ciò che è giusto”. I veri eroi del romanzo sono Mo e il Principe Nero, nonché Dita di Polvere sebbene anche quest’ultimo sia macchiato all’inizio dal tradimento.

Insomma un fantasy non così scontato come può apparire e che rivela quanto gli autori siano consapevoli del fatto che i loro personaggi facciano quello che vogliono e quando vogliono! Una saga da leggersi tutta d’un fiato, di quelle che ti sogni la notte quando vai a dormire e che lascia scritto col fuoco il suo nome nel cuore.

 

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