“Non tutti i principi nascono azzurri”, di A. Gatti

bowelf

By Elen

Specifiche tecniche

Titolo del libro: Non tutti i principi nascono azzurri

Autore: Andrea Gatti

Lingua originale: italiano

Anni di pubblicazione: 2014

Casa editrice italiana: Nessuna, autore esordiente autopubblicatosi.

Formato: ebook disponibile.

Colori della copertina: Giallo e nero.

Copertina: Semplice e minimalista.


Signore e signori eccomi qui, pronta a parlare di niente meno che un autore italiano, un esordiente che si è autopubblicato e di cui mi ha parlato una mia cara amica.

Eravamo in vacanza e mi ha raccontato di aver vinto questo libro con un Giveaway e di esserne rimasta positivamente colpita. Sono passati due mesi e mi trovo nella spiacevole situazione che conoscono bene gli scrittori: il blocco, solo che, nel mio caso, si tratta del blocco del lettore.

Finito di leggere Percy e la Casa della Notte, mi sono buttata di getto nella saga delle Pietre di Talarana (la cui recensione è in fase di realizzazzione) e mi sono bloccata. Nonostante abbia in mente una marea di titoli da leggere, non ne ho voglia.. vuoi la stanchezza sia fisica che mentale, vuoi che da Settembre sono ricominciate le serie tv (e ne seguo decisamente parecchie), mi sono ritrovata a voler leggere un solo libro, ossia il mio amato LOTR ma in inglese. Ora, lavorando qualcosa come 10 h al giorno e di cui alcune di notte, capirete bene che la mia mente non si trova nello stato più adatto ad affrontare una lettura del genere in lingua originale (per quanto lo conosca a memoria in italiano) quindi ho semplicemente smesso di leggere. È qui che è intervenuta la suddetta amica “Aspetta, ci penso io!” se ne è uscita con questa libricino dicendomi che avevo bisogno di qualcosa di leggero, scorrevole e carino, avrebbe fatto al caso mio. E cavolo… aveva ragione!

Ci ho messo la bellezza di due pomeriggi: un totale di 6h, forse meno, e 10 minuti per innamorarmi dei personaggi e sopratutto dello stile ironico e sarcastico dell’autore! Ma andiamo per ordine.

Siamo in una terra non ben precisata, con poche coordinate geografiche ma che sono sufficienti allo scopo, ossia quello di ironizzare completamente la figura del principe azzurro, quella del paladino, del prode cavaliere mordenizzandola contemporaneamente con trovate che reputo a dir poco geniali!

Il nostro “eroe” è un antieroe. Layne Cantrell è l’erede della famosissima famiglia Cantrell, sfornatrice di paladini. Al momento è attendente alla A.P.A., l’Accademia per Principi Azzurri, il cui scopo è quello di formare le menti e il fisico dei figli della nobiltà, addestrandoli in compiti ben precisi: salvare donzelle, combattere con le spade, sopravvivere in luoghi impervi e anche affinare le arti di conversazione e bon ton tramite lezioni di giardinaggio (perchè intendiamoci, saper piantare un lampone ed abbinare i fiori sono le cose di cui un principe azzurro non può certo fare a meno) e di tisane. Il nostro “eroe” (passatemi il termine) ha un miglior amico che, ovviamente, è anche il miglior studente che l’accademia abbia mai avuto, Eddie McCready.

Siamo nel bel mezzo delle lezioni quando il preside comunica a Layne che deve lasciare la scuola. Il ragazzo non è mai stato così felice in vita sua! Detesta essere un Principe azzurro e avere tutte quelle aspettative sulle spalle. Negli anni passati ha fatto di tutti per non applicarsi ed essere l’ultimo della classe (e ce ne ha messo di impegno!). Contento come una pasqua si prepara alla partenza insieme ad Eddie che vuole accompagnarlo almeno fino a casa.

Proprio mentre va a fare i bagagli ha il suo primo incontro con una donzella… e che donzella! I cardini di beltà e celestialità che i due hanno imparato ad associare alle “fanciulle da salvare” vengono subito scardinati. La ragazza è una ladra venuta a rubare lo stemma di famiglia dei Cantrell ma si provoca un KO tentando la fuga. I due la costringono ad andare con loro a casa di Layne, dato che il giovane sospetta che sia successo qualcosa ai genitori.

Poco dopo compare il miglior personaggio di tutta la storia: il cavallo Fossil! Ci troviamo davanti ai compagni fedeli dei cavalieri: i cavalli, che sono trattati come auto da corsa super accessoriate (Il cavallo di Eddie ha persino due treni di ferri di ricambio ed è dotato di un vano portaoggetti) ma che, al contempo, sono umanizzati. Layne ha il suo bel da fare per convincere il riottoso Fossil a portarlo e, dopo aver vinto questa prima battaglia, parte con Eddie e la ragazza alla volta di Capitale, ossia la capitale del regno e sua città natale.

Il viaggio mostra ai ragazzi quanto la realtà sia ben diversa da quella che loro immagino e che gli è stata insegnata fino ad ora. La giovane Maria smonta prontamente le loro idee e si rende subito simpatica a Layne e odiosa agli occhi di Eddie, dato che lo batte nell’accendere il fuoco… una ragazza più brava del più eccellente studente che l’A.P.A abbia mai avuto! Dopo una notte e due giorni a cavallo i tre giovani (eh sì abbiamo sempre e comunque un trio composto da due uomini e una donna che li rimette in riga alla Harry Potter, cosa che si ripeterà anche più avanti) raggiungono la casa di Layne. Tutto è a soqquadro e dei genitori del giovane principe Cantrell non c’è traccia.

Solo una mappa, con un pugnale piantato sulla sulla città di Hassan, nel Sudd. Un messaggio palese: abbiamo rapito i tuoi genitori e li abbiamo portati qui! Cosa faranno i nostri tre piccoli eroi?

Ok, non è mia abitudine troncare così, tendo a continuare i riassunti e a lasciare solo con il finale in sospeso, ma qui non posso. L’ironia e il sarcasmo che pervadono il libro sono la vera avventura, è la vera storia e sono cose che non si possono riassumere. Il nostro connazionale ha trasformato la classica quest cavalleresca dei paladini della chancon de geste in qualcosa di completamente nuovo ed esilarante, ha distrutto passo per passo ogni singolo pezzo: dalla figura femminile (che diciamocelo assomiglia molto di più ad Hermione che non ad Angelica), al cavallo, alla spada, agli aiutanti… insomma tutto! Qualcosa di nuovo, una boccata di aria fresca che ci porta lontano dai soliti eroi pronti ad affrontare tutti i pericoli e giusto per farvi capire, vi lascio con una citazione precisa:

Con larghe falcate si portò in vantaggio, sventolando la coda in modo che il mostro peloso potesse avere una bella visuale suo suo derrière, così che gli si stampasse per sempre nella memoria. Bastardo.

Non tutti i principi nascono azzurri pg. 183.

Fonte: http://nontuttiiprincipinasconoazzurri.com/chi-sono/